lunedì 21 aprile 2008

C'È DEL MARCIO IN PARLAMENTO

Posto che si presumono innocenti tutti i candidati rinviati a giudizio o il cui procedimento penale è attualmente in corso, ecco una panoramica di chi, tra i candidati alle elezioni politiche, è stato (o è) oggetto di procedimenti penali. La tabella qui sotto riguarda soltanto coloro che, secondo le nostre elaborazioni, avranno un seggio nella futura Camera dei Deputati, con l’eccezione di due casi “in bilico” che sarebbero i primi esclusi nelle rispettive circoscrizioni. Non tutti i reati, ovviamente, hanno lo stesso peso dal punto di vista giuridico, etico e morale. La valutazione della loro rilevanza per dei rappresentati del popolo rimane affidata al giudizio di elettore.


Abbiamo sfruttato le informazioni ricavate dalla tabella precedente per elaborare alcune statistiche sulla situazione giudiziaria di futuri eletti e primi esclusi. Spicca il quasi 9 per cento di futuri deputati dell’Udc già condannati in primo o in secondo grado e in attesa della procedura d’appello e della Cassazione. Per contro, è giusto segnalare come l’Idv (*) non abbia nessun condannato, né prescritto.




Tra i primi esclusi, solo due candidati su 255 hanno subito condanne. Proprio perché si tratta di “primi esclusi”, non è da scartare l’ipotesi che anch’essi (rispettivamente di Pdl e Sa) possano entrare alla Camera, modificando la percentuale di condanne definitive della tabella .Nei casi in cui abbiamo riscontrato sia condanne definitive sia prescrizioni, abbiamo conteggiato solo la condanna. Dei ventidue casi riportati nella tabella risultano:



- 4 rinvii a giudizio


- 2 condanne in primo grado


- 2 in secondo grado


- 9 casi di condanne definitive e 1 patteggiamento


- 4 prescrizioni



(*) La condanna in via definitiva di Leoluca Orlando (capolista in Sicilia1 dell'Idv) per diffamazione aggravata dei consiglieri comunali del Comune di Sciacca (pagamento di una pena pecuniaria di 900 euro più le spese processuali), non è stata conteggiata nella nostra elaborazione, in quanto reato d'opinione. Riportiamo comunque stralci del
testo della sentenza.




La principale fonte riguardante la situazione penale dei candidati è il libro “Se li conosci li eviti” (2008) di Peter Gomez e Marco Travaglio edito da Chiarelettere. Le informazioni contenute nel volume sono state “incrociate” e completate con sentenze della corte di Cassazione penale e materiale reperito da archivi giornalistici on line.Purtroppo, come già segnalato le nostre reiterate richieste alle segreterie politiche e agli uffici stampa dei sei principali partiti politici, non hanno ottenuto alcuna risposta.




PROSPETTIVA GRUPPO UNICO CON PD NON E' SCARTATA


''Per quanto ci riguarda la prospettiva di formare gruppi unici in Parlamento non e' affatto scartata, anzi tutt'altro. Noi vogliamo decidere assieme al Pd la linea migliore, visto che stiamo all'opposizione e non al governo''. Cosi' il capogruppo uscente dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, interviene nel dibattito sulla formazione dei gruppi parlamentari di Pd e Idv in un'intervista ad 'Affaritaliani.it'. ''In particolare - spiega Donadi - vorremmo capire alcuni punti che non sono scontati: che tipo di opposizione faremo, se saremo in un unico gruppo, sugli argomenti che per noi sono decisivi e non negoziabili. Ovvero sul conflitto di interessi, sull'informazione e sulla giustizia''. Inoltre, puntualizza, ''quello che per noi e' una condizione non negoziabile e' che il gruppo porti il nome di entrambi i partiti, sia alla Camera sia al Senato''. Donadi, sul modo di fare opposizione aggiunge che ''la nostra linea e' chiara nella sua radicalita', mentre nel Partito Democratico ci sono posizioni, ugualmente legittimate e articolate, che vorrebbero impostare relazioni con la maggioranza molto piu' dialoganti e concilianti, assieme ad altre piu' simili alle nostre''. ''Riteniamo - spiega Donadi - che sul conflitto di interessi e sulla liberta' di informazione non ci sia possibilita' di transigere, invece altri nel Pd pensano di ottenere risultati piu' proficui attraverso accordi su questi temi. Che, per noi, non sono negoziabili e quindi abbiamo bisogno di discuterne con il Partito Democratico. Se decidiamo di tenere la stessa linea, il gruppo unico si fa un secondo dopo. Se invece vogliamo tenere posizioni strategiche diverse, allora e' meglio, senza toccare nulla del progetto unitario, tenere gruppi distinti per evitare reciproci imbarazzi''. Beppe Giulietti ministro ombra dell'Informazione - chiede 'Affaritaliani' - e Antonio Di Pietro della Giustizia, e il gruppo unico si farebbe subito... ''Si farebbe sicuramente. Ma si farebbe anche se ci fossero due persone del Pd che la pensano come Giulietti e Di Pietro. E' una questione di persone si', ma solo per come la pensano su questi argomenti. Marco Follini, ad esempio, sui rapporti da tenere con Mediaset la pensa diversamente da noi, quindi o si trova in imbarazzo lui o noi''. Infine Donadi osserva che, in caso di gruppo unico, se uno dei due presidenti fosse dell'Italia dei Valori ''ci piacerebbe. E' una speranza ma non una condizione, vogliamo parlarne''.



18 aprile 2008 - 17:35 - Elezioni - DONADI (IDV)

Di Pietro rivendica l’autonomia dell’Italia dei Valori


“L’Italia dei Valori è un partito che resta partito. Ci saranno le elezioni a breve, a novembre. Prima delle elezioni europee l’anno prossimo, ci saranno altre elezioni amministrative, e può darsi pure in Lombardia. Quindi, il nostro partito c’è, si rafforzerà ancora di più e sarà sempre più presente per rappresentare tutta quell’area elettorale che oggi potrebbe trovare in noi dei rappresentanti.Il gruppo unico è il frutto di una convergenza sui contenuti. Alla luce di prese di posizione che differiscono dalla volontà di riconoscere l’Italia dei Valori, con cui è stata fatta un’alleanza, ho letto oggi una dichiarazione di Caldarola che dice: “Usciamo dal Partito se si dà un ruolo all’Italia dei Valori e a Di Pietro”. Voglio dire, io non voglio che nessuno lasci il Partito Democratico. Noi abbiamo preso atto che il leader del Partito Democratico è Walter Veltroni, che noi riconosciamo come leader della coalizione, così come abbiamo indicato prima delle elezioni e che noi vogliamo aiutare a portare avanti quel programma che abbiamo condiviso e sottoscritto. Vogliamo sapere ora, proprio perché abbiamo visto delle esitazioni durante la campagna elettorale, quale sia il programma sulla giustizia che questo gruppo unitario dovrà portare avanti, perché se è vero che Veltroni vuol fare un governo ombra, e se è vero che noi lo abbiamo appreso dai giornali, è necessario che, in una coalizione, cose così importanti non si apprendano più sui giornali, ma si apprendano e si condividano insieme. Soprattutto, è necessario sapere chi si dovrà occupare di cosa in questa coalizione e, soprattutto, in questo governo ombra. Vorrei capire, cioè, se le problematiche inerenti l’informazione che riguarda questo gruppo unico siano portate avanti, come portavoce, per esempio da Follini o da Giulietti, perché nella scelta di queste persone si individua il modello che si intende portare avanti. Vorrei capire se, in questo governo ombra, il ministro della giustizia debba essere l’uno o l’altro perché, durante la campagna elettorale, da parte di alcuni abbiamo sentito che l’Italia dei Valori non avrebbe titolo per occuparsi di giustizia.Queste sono le ragioni per cui noi chiediamo un incontro con il Partito Democratico e con Veltroni. Non ho detto solo con Veltroni, ma con Veltroni e il Partito Democratico, perché ci rendiamo conto che lì ci sono due anime: c’è un’anima che ci vuole e c’è un’anima che non ci vuole, perché non si spiega diversamente questa ragione. Noi vogliamo andare ad un matrimonio d’affetto, non ad un matrimonio d’interesse. Riscontriamo che ad oggi c’è un’anima che ci vuole, con cui abbiamo fatto un accordo preciso e deciso, l’anima che si riconosce in Veltroni. Con quelli, noi vogliamo costruire un gruppo unitario nel rispetto del programma. C’è un’altra anima che non ci vuole, tanto è vero che, sulle battaglie politiche che noi vogliamo portare avanti, hanno già detto che noi non abbiamo titolo nemmeno per parlare e non ci chiedono nulla. Anzi, anche loro cominciano ad inorridire per il fatto che noi ci possiamo occupare di giustizia. In un’ottica di questo genere, per decidere se possiamo fare un gruppo unitario, noi vogliamo sapere che cosa loro vogliano fare.Abbiamo indicato i temi su cui noi vogliamo avere delle risposte, senza le quali noi intanto facciamo il nostro gruppo dell’Italia dei Valori e iniziamo un percorso d’incamminamento per giungere ad un chiarimento, per risolvere quanto prima quei problemi che possono rimanere insoluti.Io credo che ogni decisione è bene che la prendiamo e la comunichiamo insieme io e Veltroni, per cui l’invito è non solo ad unirci e riunirci per decidere il contenuto piuttosto che il contenitore, ma anche a comunicare insieme, poi, la decisione. Chiedo inoltre che, in esito all’incontro che chiediamo di avere prima che ci sia l’insediamento delle Camere, ci sia anche un momento in cui insieme, io e Veltroni, ci sottoponiamo alla valutazione dell’opinione pubblica attraverso la stampa e riferiamo, insieme, le ragioni dell’uno e dell’altro.”

martedì 15 aprile 2008

RINGRAZIAMENTI

Cari amici, conoscenti e blogger,
Voglio ringraziarVi per il sostegno che mi/ci avete dato.
Grazie a Voi e a milioni di italiani che ci hanno appoggiato in questa campagna elettorale possiamo dire di essere l'unico partito dello schieramento avverso che sia riuscito ad uscire da queste elezioni rinforzato e con una speranza crescente che il paese possa cambiare !
Questo penso sia dovuto anche alla COERENZA e alla voglia di FARE che ha contraddistinto le ns iniziative durante questi ultimi anni.
... e l'essere vicino alla gente ci ha premiati !
Voglio inoltre ringraziarvi per il sostegno che mi avete dato per l'appoggio alla candidatura della ormai SENATRICE GIULIANA CARLINO.

che aggiungere ancora ...

GRAZIE e ricordate
IL NOSTRO "VALORE" AGGIUNTO ... MEGLIO TARDINO CHE ....

martedì 8 aprile 2008

IL PIL E IL DEBITO PUBBLICO, cosa si fa e cosa si potrebbe fare

Tutti guardano al PIL come la panacea ai nostri mali, ma il problema va visto sotto l’aspetto della “crescita possibile”.

L’Italia ha una “crescita possibile” di gran lunga inferiore ai Paesi cosiddetti “emergenti” , come ad esempio la Cina o la Spagna. Da noi si parla di incrementi del PIL intorno al 0,5 – 1,5%, mentre la Cina viaggia su un incremento del 9% annuo… e anche se molti dicono che questo è dovuto al fatto che siano di fatto ancora poveri, dagli ultimi dati si evince il contrario, hanno e stanno accumulando sempre più ricchezza …

Noi non siamo la Cina, non possiamo competere con un colosso simile, ma il problema principale non è una potenzialità inferiore, è l’utilizzo delle stesse “potenzialità” in modo improduttivo …

Il valore del PIL nel 2005 era 1.422.718 milioni di euro
Il valore del PIL nel 2006 era 1.475.043 milioni di euro

Quindi il PIL si è incrementato di 52.325 milioni di euro pari al 3,55%

invece
Il debito nel 2005 era 1.510.926 milioni di euro
Il debito nel 2006 era 1.575.346 milioni di euro

Quindi il debito si è incrementato di 64.420 milioni di euro pari al 4,09%.

Un PIL che viene eroso completamente dal debito in misura superiore alla sua capacità non potrà mai decollare.E’ quindi necessario intervenire a monte del problema, ovvero sul debito.
Il problema è che i Governi finora insediati (tutti!), hanno trovato uno stato dell’arte, che hanno reputato logico e conveniente non modificare.
Solo un governo che SERIAMENTE decidesse di mettere le mani nella spesa pubblica, potrebbe risolvere il problema.
Ovviamente è più facile promettere di abbassare le tasse e togliere l’ICI che affrontare il problema reale e affermare certe verità scomode. Il debito può calare soltanto agendo sulla spesa pubblica e riversando quindi sulle imprese quei costi estemporanei, ma costosi, che le imprese girano, per convenienza, allo Stato. Tutto ciò è estremamente impopolare, ma paurosamente vero e necessario.


Esempio :
- la cassa integrazione
- la mobilità
- il prepensionamento
- la disoccupazione

E’ anche vero che se si decidesse di lasciare questi costi alle imprese , bisognerebbe concedere qualcos’altro (uno sconto fiscale sull’incremento delle esportazioni; sull’incremento d’acquisti non da importazioni; all’incremento dell’occupazione; etc…), qualcosa che tenda a mantenere contemporaneamente sia i costi che i ricavi laddove vengono prodotti, cioè all’interno dell’azienda.

Altri punti fondamentali sono anche molto impopolari, perché rappresentano quei malcostumi che, su larga scala e protratti per decenni, hanno creato una situazione vergognosa e sempre più difficilmente eliminabile.

È necessario agire per:
- la completa eliminazione delle Assistenze clientelari (pensioni e indennità a chi non spettano)

- la revisione totale degli emolumenti dei Dirigenti Pubblici (visto che non rischiano il posto e non devono prendere nessuna importante o strategica decisione), in un programma andato in onda su W l’Italia a metà marzo del 2006 (18-03-2006) il senatore Salvi diceva a denti stretti che buona parte dei dirigenti pubblici, nel privato sarebbero a malapena normali impiegati (per quanto riguarda responsabilità e competenze)
- la revisione dei canoni per l’usufrutto di beni dello Stato a valori equi (non le miserie che pagano i vari concessionari di spiagge al demanio) e anche se hanno appena ritoccato i prezzi, triplicando i canoni, essi non sono ancora in linea con i reali valori… nel contempo lo STATO dovrebbe vigilare sugli aumenti dei prezzi e dei servizi offerti, cosa che spesso i vari governi dimenticano di fare con la conseguenza ultima che tutti i costi finiscono in capo al consumatore !!!!
- eliminare gli sprechi nei vari servizi (sanità; enti locali; etc...) che sono concausa del basso livello qualitativo degli stessi.
- Combattere l’evasione fiscale e contributiva (mettere insieme un progetto anti evasione non è difficile, basta guardare paesi come gli Stati Uniti, cioè basta copiarli un po’…)


La strada non è quella dei tagli alle spese, ma la LOTTA AGLI SPRECHI nelle spese.spesso si ragiona per compartimenti stagni, come se una cosa non incidesse su un’altra ….
… e invece tutti i punti sopra elencati sono tra loro collegati, e insieme porterebbero a

UN DEBITO MINORE
che incide meno
sul PIL

e ciò creerebbe la situazione sostenibile per
ALLENTARE LA PRESSIONE FISCALE

Il che, a sua volta, comporta
L’AUTOMATICO ARRICCHIMENTO DEL CITTADINO

il quale avrà più soldi da spendere,... il che porta a
UN AUMENTO DEI CONSUMI
... e IL GIRO RICOMINCIA.... perché c’è una verità incontrovertibile ….
Se il consumatore non ha possibilità di consumare, il prodotto non lo consumerà nessuno.
Sembra un gatto che si morde la coda… ed è proprio così.
Ma qualcuno, da qualche parte dovrà pur cominciare….
ricordate che l’immobilità non cambierà nulla.

Pirateria

Elezioni 2008 - Lo Spot