venerdì 23 ottobre 2009

Feltri e il giornalismo moderno

Cronistoria del fenomeno Feltri: un misto di falsi scoop, rivalutazioni del fascismo e linguaggio da bar. Fino al ritorno al 'Giornale', da trasformare in una fabbrica di linciaggi in serie

Vittorio FeltriLa prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige "L'Europeo": un'intervista sul rapimento Moro a tale Davide, "carabiniere infiltrato nelle Br" che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso. è un racconto "esplosivo" su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all'ultima riga, e il "Davide" in questione non esista neppure.

Nasce così, quasi vent'anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile "assassinato da Lotta Continua", mentre è stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo ("Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza") e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: "Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano", da cui si deduce che i "negri" non appartengono alla categoria né degli uomini né delle donne. Nel ?92 Feltri è contattato da Andrea Zanussi, editore de "L'indipendente", al quale spiega che il quotidiano "ha bisogno di una bella iniezione di merda". Detto, fatto. è il periodo di Mani Pulite e lui lo cavalca proponendo titoli come "Cieco, ma i soldi li vedeva benissimo", riferito a un presunto tangentista non vedente.

Segue un falso scoop sulla morte di Pinelli, un attacco a Indro Montanelli ("è arrivato il tuo 25 luglio"), e il linciaggio di Norberto Bobbio ("mandante morale dell'omicidio Calabresi"), più un po' di insulti alla Guardia di Finanza (che in quel periodo sta indagando sul Cavaliere). Quasi inevitabile nel ?94 la promozione al "Giornale", appena lasciato da Montanelli. Qui Feltri si fa riconoscere subito per i titoli farlocchi tra cui un mitico "La lebbra sbarca in Sicilia, contagiati a Messina quattro italiani" (vero niente). Notevole anche "Berlusconi vende la Fininvest", così come la patacca sui miliardi di Milosevic "trasportati in sacchi di juta dalla Serbia all'Italia".


Altrettanto sballate le accuse ai giudici Piercamillo Davigo e Francesco Di Maggio di essere soci in una cooperativa edilizia con Curtò e Ligresti. Non mancano nuove "inchieste" revisioniste sul fascismo, come quella sull'attentato di via Rasella corredata da una foto falsificata della testa di un bambino staccata dal tronco: la cosa arriverà alla Cassazione, che nell'agosto 2007 condannerà il direttore parlando di un "quadro di vere e proprie false affermazioni". Avanti così, e nel ?95 Feltri si inventa che "la scorta del presidente Scalfaro ha sparato a un elicottero dei pompieri" (ovviamente è il periodo dello scontro politico fra il Quirinale e Berlusconi).

Di due anni dopo è un'intervista taroccata a Francesco De Gregori contro il Pci, un pezzo per cui il cantante porta Feltri in tribunale ottenendone la condanna. Sempre nel ?97 una nuova - più grave - patacca costa a Feltri il posto: è quella sul presunto "tesoro" di Antonio Di Pietro, cinque miliardi di lire che l'ex pm è accusato di aver preso da Francesco Pacini Battaglia.

Dopo parecchie querele, alla fine è lo stesso direttore a dover ammettere che si tratta di "una bufala". Segue per Feltri un periodo al "Borghese" e al gruppo Riffeser, fino alla fondazione di "Libero", dove chiama a scrivere il puparo di Calciopoli Luciano Moggi e l'ex agente del Sismi Renato "Betulla" Farina. Per lanciarsi, il quotidiano ha bisogno di fuochi artificali: di qui la falsa notizia che un centro sociale milanese è un covo dell'Eta basca, di qui uno "scoop" su Donna Rachele titolato "Mussolini era cornuto". Poi arrivano le accuse trasversali a Sergio Cofferati per l'omicidio Biagi ("La Cgil indica i bersagli da colpire") e un altro falso scoop su Berlusconi ("Vuole lasciare la politica").

Ma non basta, e allora Feltri parla di pedofilia pubblicando cinque foto di preadolescenti nudi in pose inequivocabili (con conseguente radiazione dall'Ordine, poi tramutata in "censura"). Di questa fase resta però ai posteri soprattutto l'elegante prima pagina con un disegno di Prodi nudo a quattro zampe e con il sedere alzato, pronto a farsi sodomizzare da un tappo di champagne con la faccia di Berlusconi.

tratto da espresso.repubblica.it 02-09-09

domenica 11 ottobre 2009

Scudo Fiscale


Lo scudo fiscale non va bene perche' contraddice la lotta all'evasione. Lo ribadisce il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, tornando a chiedere meno tasse sul lavoro dipendente e da pensione.
11 ottobre 2009


Scudo fiscale: nella dichiarazione case, yacht, gioielli e opere d'arte. Sono 36 i Paesi 'collaborativi'


Una circolare dell'Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sulle modalità di adesione allo scudo fiscale: ''Dovranno essere sempre indicati gli immobili tenuti a disposizione, oggetti preziosi e opere d'arte anche se non produttivi di redditi''. Tra i Paesi per i quali è obbligatorio il rimpatrio ci sono Svizzera, Montecarlo e Liechtenstein.
Il rientro di capitali tassato al 5%

I contribuenti sono tenuti ad indicare nel modulo RW della dichiarazione dei redditi non soltanto le attività estere di natura finanziaria ma anche gli investimenti all'estero di altra natura, ''indipendentemente dalla effettiva produzione di redditi imponibili in Italia''. Lo precisa la circolare dell'Agenzia delle Entrate che fornisce i primi chiarimenti sulle modalità di adesione allo scudo fiscale, sottolineando che ''dovranno essere sempre indicati anche gli immobili tenuti a disposizione, gli yacht, gli oggetti preziosi e le opere d'arte anche se non produttivi di redditi''.

POSSIBILE REGOLARIZZARE IN LOCO CON 36 PAESI 'COLLABORATIVI' - Nella circolare, si precisa inoltre che sono 36 i Paesi dove è possibile ricorrere allo scudo fiscale per regolarizzare i soldi detenuti illegalmente all'estero lasciandoli in loco, mentre per le somme detenute in Paesi con i quali non vi è un effettivo scambio di informazioni è necessario procedere al rimpatrio in Italia. Tra i paesi per i quali è obbligatorio il rimpatrio vi sono Svizzera, Montecarlo, Liechtenstein.

I 36 Paesi 'collaborativi' per i quali invece è possibili effettuare la regolarizzazione in loco dei capitali illegalmente detenuti all'estero sono indicati in un allegato alla circolare. Si tratta di Australia, Giappone, Polonia, Austria, Grecia, Portogallo, Belgio, Irlanda, Regno Unito, Bulgaria, Islanda, Repubblica Ceca, Canada, Lettonia, Romania, Cipro, Lituania, Slovacchia, Corea del Sud, Lussemburgo, Slovenia, Danimarca, Malta, Spagna, Estonia, Messico, Stati Uniti, Finlandia, Norvegia, Svezia, Francia, Nuova Zelanda, Turchia, Germania, Paesi Bassi e Ungheria.

NO A INVERSIONE ONERE PROVA - Lo scudo mette al riparo dall'inversione dell'onere della prova in base alla quale il contribuente deve dimostrare che le attività detenute all'estero in violazione degli obblighi di monitoraggio non sono frutto di evasione fiscale. Inoltre, l'emersione è ammessa anche nel caso in cui le attività siano detenute all'estero per il tramite di trust. Possibilità di accedere allo scudo anche per le Cfc (Controlled Foreign Company, vale a dire le imprese estere controllate o collegate), con i relativi effetti che si producono in capo al socio persona fisica che ne detiene il controllo.

... ma il bello viene adesso.. il solo 5%` di tasse che il contribuente "EVASORE" dovrebbe pagare sara' coperto dall'intermediario, che pur di accaparrarsi le immense ciftre mette sul piatto in offerta di coprire le "SPESE".
RISULTATO= gli evasori nn pagheranno un cent x far rientrare i capitali in Italia, secondo VOI e' giustizia?

Pirateria

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